Liceo “Carlo Sigonio”. Gli studenti regalano profilattici e il preside si arrabbia.

Le motivazioni apportate a giustificare la reprimenda ci appaiono totalmente pretestuose: si imputa infatti ai ragazzi il non aver preventivamente richiesto il placet da parte del Consiglio d’Istituto, come se questo fosse deputato a regolare ogni minimo tipo di iterazione tra gli scolari, compreso lo scambio di regali (tanto è vero che è lo stesso Preside ad ammettere che se si fosse donata una penna, non avrebbe fatto problemi).

In particolare troviamo gravissima la sua affermazione, sempre riportata dalla stampa, secondo la quale “la scuola non è un circo”, perché paragona un presidio importantissimo ad un mondo di divertimento senza pensieri e poco serio.
Ci domandiamo quindi quali possano essere le reali motivazioni soggiacenti alla presa di posizione del Dirigente Scolastico, sulle quali possiamo solo avanzare alcune ipotesi.

Che si tratti di un’improvvisa avversione alle forme di contenimento epidemico (atteggiamento che sembra oggi abbastanza di moda in Italia in certi ambienti)? Fosse così, cosa possiamo aspettarci in futuro? Provvedimenti contro il sapone o il gel disinfettante? Una messa all’indice delle mascherine o di altri strumenti di presidio medico? Vogliamo pensare che non si tratti di questo.

Oppure, dal momento che l’argomento riguarda temi a sfondo sessuale, che si tratti di un’anacronistica pruderie in stile vittoriano, decisamente fuori tempo massimo? Fosse così, quale sarebbe il prossimo passo, rivestire le gambe dei banchi nella scuola, per non urtare il pudore di qualcuno? Anche questo vogliamo ritenerlo improbabile.

Il nostro timore è che invece la reazione del preside sia stata dettata da una più o meno inconscia, sicuramente non richiesta, adesione ai principi religiosi espressi dalla confessione prevalente nel nostro paese: insomma, non vorremmo che quello che più ha urtato nell’iniziativa riguardasse la violazione del precetto “crescete e moltiplicatevi”.

Fosse questo il caso, e ci auguriamo sinceramente che non lo sia, ci permetteremmo di ricordare che si tratta di una scuola appartenente ad una moderna e laica democrazia, non di una facente capo ad una vecchia teocrazia. Che nel nostro paese i figli non sono più “un dono del signore”, ma il frutto di una scelta matura e consapevole dei genitori, inserito all’interno di un progetto di vita. Che l’abbandono scolastico precoce, causato da gravidanze non cercate, è su mezzo pianeta motivo dell’impossibilità pratica per troppe ragazze di sviluppare appieno le proprie possibilità, d’avere accesso ad un futuro migliore, e quindi severo ostacolo ad una piena parità di genere. E che anche in paesi economicamente “avanzati” come il nostro, ma ancora troppo sottomessi ad un certo tipo di morale, tutto ciò accade troppo spesso.

Non per nulla l’iniziativa spontanea degli scolari di distribuzione di materiale contraccettivo ai giovani non è una novità in città, ma ricalca analoghe iniziative sia della regione Emilia-Romagna, sia del comune di Modena, tramite l’Assessorato alle Politiche Giovanili; chissà se il Preside sarà intenzionato a mandare in castigo dietro alla lavagna anche Bonaccini e Muzzarelli!

In tal ottica ci piace ricordare la recente campagna, svolta dalla nostra associazione in varie città d’Italia, fra cui anche la nostra, a favore della conoscenza delle possibilità offerte dalla pillola RU486, appunto al fianco di altri strumenti come l’uso del preservativo.

Concludendo, ci sentiamo di consigliare al prossimo Consiglio d’Istituto del Sigonio, d’organizzare corsi d’educazione sessuale; corsi non necessariamente diretti esclusivamente all’utenza studentesca.

(immagine da Orizzonte Scuola)

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